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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), includono tutte le procedure che comportano la rimozione di tutti o parte dei genitali femminili esterni, o altre lesioni ai genitali femminili per motivi non medici.

Le mutilazioni genitali femminili vengono classificate in 4 tipi principali.

Tipo I:
rimozione parziale o totale della clitoride e/o del suo prepuzio.
Tipo II:
rimozione parziale o totale della clitoride e delle piccole labbra, con o senza l'asportazione delle grandi labbra.
Tipo III:
restringimento dell'orifizio vaginale con creazione di una chiusura ottenuta tagliando e riposizionando le piccole labbra e/o grandi labbra, con o senza l'ablazione della clitoride. In molti casi i lembi cutanei delle labbra sono cuciti insieme, e il nome per designare questa operazione è infibulazione.
Tipo IV:
tutte le altre pratiche reputate dannose per i genitali femminili realizzate per scopi non terapeutici.

Le MGF non hanno razza, religione o nazionalità. Vengono praticato in Africa, Asia e Medio Oriente, e viaggiano con le comunità che le praticano dai loro paesi di origine dove tali pratiche sono comuni e/o legali, diventando così una “tortura migratoria”.
Si stima che a livello mondiale ogni anno oltre 3 milioni di ragazze siano a rischio di mutilazioni genitali femminili [1].

Le mutilazioni genitali femminili non comporta alcun beneficio dal punto di vista medico e possono causare problemi fisici e mentali a lungo termine.
Ogni giorno, circa 8.000 ragazze e bambine vengono sottoposte a MGF al solo scopo di controllare la loro sessualità, privandole della loro dignità e identità femminile e insegnando loro a sottomettersi ad una società misogina.

In un articolo pubblicato il 5 febbraio 2016, l'UNICEF afferma che "se le attuali tendenze non vengono frenate, il numero di ragazze e donne vittime di MGF aumenterà significativamente nei prossimi 15 anni” [2].

Tutti i paesi del mondo occidentale vietano le MGF e le considerano un reato criminale punibile con la reclusione. Sfortunatamente, queste misure non impediscono alle famiglie di mutilare le loro figlie: alcune vengono portate all'estero, mentre altre subiscono interventi in Occidente, durante quella che viene chiamata "festa del taglio" ('cutting party'), dove la persona responsabile dell'intervento ("il tagliatore") durante la stessa cerimonia taglia diverse bambine e ragazze. "



[1] http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs241/en/

[2] https://www.unicef.org/esaro/5440_2016_new-report-on-fgm.html